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Storie di eccellenza-

Dagli algoritmi finanziari all’uliveto: il trader campione dell’olio extravergine

di
13 December 2013
GIOBBI

Mollare tutto e cambiare vita: il sogno di tanti, la realtà di qualcuno. La storia di Manuel Giobbi, trader finanziario bergamasco di 35 anni, uno di quelli da 15 ore al giorno appiccicati al computer per seguire l’andamento delle Borse di mezzo mondo, sembra uscita dalla penna di uno scrittore naif. Perché Manuel un giorno si stanca, non si sente più tagliati addosso gli abiti di Gordon Jekko, e molla i mercati azionari per quelli ortofrutticoli. Cambia tutto, anche la sua residenza, e da Romano di Lombardia (in provincia di Bergamo) si trasferisce a Senigallia, nelle Marche, dove la sua famiglia possedeva già una tenuta agricola in cui andava per trascorrere le vacanze estive.

olio“Un giorno di tre anni fa – racconta Manuel – ero giù in vacanza e ho deciso di non tornare più alla mia vita di prima ma di restare lì, piantare 10mila olivi e dedicarmi esclusivamente all’attività agricola”. Ha fatto una mano di conti, e del resto era il suo lavoro, ha stimato quanto olio doveva produrre per mantenere in piedi l’azienda e se stesso, si è rimboccato le maniche, ha infilato gli stivali di gomma e ha iniziato la sua nuova vita. Che ha un nome, questa nuova vita: si chiama Azienda agricola Mazzola. “Con me lavorano stabilmente i miei genitori, e poi ci sono gli stagionali che vengono per la raccolta delle olive e per la vendemmia, perché noi produciamo anche vino”.

Nessun rimpianto? “No, nessuno: sono felice della scelta che ho fatto. Non sentivo più niente per il mio lavoro di prima, l’interesse per i mercati calava e quello per la natura cresceva. Diciamo che la scelta è stata semplice per me”. I risultati gli danno ragione: l’olio di Manuel si è appena aggiudicato il premio “Olea, l’Oro delle Marche” istituito dalla Regione e, soprattutto non ha giacenze di magazzino: “Ho venduto tutta la produzione”. Ma quanto ha guadagnato, viene da chiedergli aspettandosi in risposta un bilancio dettagliatissimo: “Non lo so, davvero. So che vivo bene, la mia azienda va bene e che ho pensato dal 2014 di farla uscire dai confini nazionali. Sì – conclude – l’obiettivo del prossimo anno è internazionalizzare”.