Visti da lontano-

Il Senato francese boccia la tassa sull’olio di palma

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13 July 2016
Pile of palm fruit, Musim Mas palm oil plantation, Sumatra, Indonesia

A marzo era stata introdotta da uno dei due rami del Parlamento. Adesso, definitivamente affossata. La tassa da 90 euro a tonnellata sulle importazioni di olio di palma in Francia non sarà mai applicata. Avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2017 e non sarebbe stata applicata alle produzioni “sostenibili” di olio di palma, in sostanza l’olio derivante da foreste certificate.

I verdi avrebbero voluto una tassazione ben più alta, fino a 300 euro a tonnellate, mentre il governo inizialmente pensava a 30 euro. Alla fine non se ne farà niente: il Malaysian Palm Oli Council applaude alla decisione del Senato di non approvare la tassa e ha diffuso un “ringraziamento” da parte dei 300mila piccoli coltivatori malesiani del settore.

Naturalmente sull’argomento i pareri sono contrastanti. Alcuni esperti sostengono che oltre a procurare imponenti danni ambientali l’olio di palma nuoccia alla salute mentre altri, come la francese Cécile Philippe dell’Institut Economique Molinari, ritengono che questo prodotto non sia il “mostro ambientale” descritto e soprattutto che una tassa sulle importazioni non risolverebbe granché in termini di difesa ambientale.

La Malesia è il secondo produttore al mondo di olio di palma, ma tra i più attivi nella difesa delle coltivazioni. Questa produzione ha un impatto fortissimo sull’economia malese: coinvolge direttamente 570mila persone e ha contribuito a ridurre il livello di povertà nel paese. Ma il governo è accusato di non fare abbastanza contro la deforestazione.